La forza di gravità è tra tutte le forze della Natura quella che conosciamo da più tempo. Una delle sue proprietà fondamentali -che tutti i corpi in caduta libera hanno la stessa accelerazione -fu identificata da Galileo all'inizio del diciassettesimo secolo.
Verso la fine dello stesso secolo, Newton stabilì la legge di gravitazione
universale responsabile sia della forza di caduta dei gravi sia della forza
di attrazione tra pianeti. Infine Einstein, con la teoria della relatività
generale, stabilì la connessione tra campo gravitazionale e struttura
dello spazio-tempo. Tuttavia, ad oggi disponiamo di pochissimi elementi sulle
proprietà della forza gravitazionale ed in particolare delle sue caratteristiche
in condizioni estreme come quelle che presumibilmente dovevano esserci durante
l'esplosione primordiale o durante la collisione tra buchi neri. Contrariamente
a ciò che si potrebbe credere, l'interazione gravitazionale è
la meno conosciuta fra le interazioni fondamentali.
La teoria di Einstein prevede l'esistenza di onde gravitazionali, simili alle
increspature sulla superficie di uno stagno dopo il lancio di una pietra,
che si diffondono nello spazio alla velocità della luce. Queste sono
perturbazioni del campo gravitazionale, che, come per il campo elettromagnetico,
possono viaggiare e trasportare energia su grandi distanze. Però mentre
la radiazione elettromagnetica (per esempio la luce visibile) può essere
completamente assorbita dalla materia, le onde gravitazionali possono viaggiare
nello spazio senza essere assorbite dalle stelle o dalla materia interstellare.
Questa interazione molto bassa, assieme alla debolezza della forza gravitazionale,
rendono la loro rivelazione straordinariamente difficile. Di fatto, dopo 30
anni di intensa ricerca, abbiamo solo una prova indiretta della loro esistenza.
Le onde gravitazionali non sono ancora state rivelate e questo costituisce
una delle grandi sfide della fisica sperimentale.
Photo 1
Siccome il campo
gravitazionale curva il cammino dei raggi di luce, oggetti astronomici massivi
stelle, galassie e ammassi di galassie possono agire come lenti
che ingrandiscono e distorcono tantissimo limmagine degli oggetti che
si trovano dietro di essi, producendo inquietanti visioni come in un salone
degli specchi.
Nel caso più estremo, quando losservatore, la galassia che agisce
da lente e loggetto lontano sono allineati, limmagine remota viene
deformata fino a formare un anello, detto anello di Einstein.
(ESO-VLT picture of galaxy cluster CL2244-02)
Photo
2
Questo quasar
quadruplo è in realtà un miraggio gravitazionale. Mostra 4
immagini virtuali di un singolo oggetto situato molto al di là della
galassia rossa responsabile delle quattro immagini del quasar in lontananza
(due delle quali non completamente risolte) ottenute per effetto di lente
gravitazionale.
(ESO-VLT picture of MG0414+0534)
Photo 3
Questa galassia a forma di farfalla è il prodotto dellurto di due galassie più piccole. La regione centrale della galassia contiene due buchi neri giganti attivi, messi in evidenza attraverso lemissione di raggi X da parte del vortice di gas che li circonda. I buchi neri orbiteranno luno intorno allaltro per centinaia di milioni di anni prima di fondersi in un singolo buco nero supermassivo irraggiando durante questo processo onde gravitazionali di grande intensità. Queste fusioni di buchi neri supermassivi sono chiari obiettivi per rivelatori di onde gravitazionali.
(Combined Chandra-HST picture of NGC 6240. Credit: X-ray: NASA/CXC/MPE/S.Komossa et al.; Optical: NASA/STScI/R.P.van der Marel & J.Gerssen)