Le
onde gravitazionali distorcono lo spazio tempo e producono forze in maniera
tale che la distanza tra due masse altrimenti libere, aumenta e diminuisce alternativamente
al passaggio dell'onda. Una caratteristica importante è che a un allontanamento
in una direzione corrisponde un avvicinamento nella direzione perpendicolare.
Il risultato è che se le masse sono disposte su un cerchio questo sarà
alternativamente allungato e schiacciato in due direzioni perpendicolari.
L'ampiezza delle onde gravitazionali, il parametro adimensionale <h>,
è la misura della variazione relativa delle distanze tra due masse libere.
Questa minuscola variazione è quindi proporzionale alla distanza tra
le due masse: sarebbe 'grande' quanto la dimensione di un atomo se uno potesse
misurare distanze dalla Terra fino al Sole, ed è cento milioni di volte
più piccola per due punti separati da una distanza di pochi chilometri.
Queste minuscole variazioni di distanza possono essere rivelate sfruttando il
fenomeno dell'interferenza.
Un interferometro Michelson a laser è molto sensibile a differenze di
lunghezza tra i suoi bracci ed è quindi ideale per la rivelazione di
onde gravitazionali. Per l'altissima sensibilità richiesta, la lunghezza
dei bracci deve essere di molti chilometri. Questo non può essere facilmente
realizzato sulla Terra e si usano riflessioni multiple per aumentare artificialmente
la lunghezza dei bracci. Tipicamente nei rivelatori interferometrici di onde
gravitazionali vengono usate cavità risonanti ottiche Fabry-Perot.

Interferometro
per la rivelazione
di onde gravitazionali