Dalla ricerca sulle onde gravitazionali un nuovo brevetto per i viaggi spaziali

Apr 1, 2026

Arriva dalla ricerca sulle onde gravitazionali un nuovo brevetto che potrebbe rivoluzionare la nostra capacità di esplorare e viaggiare nello spazio. Il brevetto riguarda la possibile ingegnerizzazione del cosiddetto motore a curvatura spaziotemporale, già teorizzato negli anni ’90: il famoso imprenditore aerospaziale Jack Pesos ha già dichiarato di essere interessato allo sviluppo.

Ricordate il motore a curvatura che consentiva alle navicelle di Star Trek di superare la velocità della luce? Da oggi potrebbe non essere più solo fantascienza. L’Osservatorio Gravitazionale Europeo di Cascina (PI), che ospita l’antenna per le onde gravitazionali Virgo, ha annunciato di aver depositato un brevetto europeo che consentirà l’ingegnerizzazione di un’idea teorica già nota.
Il concetto di motore a curvatura è diventato infatti un concetto scientificamente plausibile grazie al lavoro del fisico teorico Miguel Alcubierre alla fine degli anni 90, che ha dimostrato come un simile motore non avrebbe violato nessuna legge fisica fondamentale e fosse perfettamente coerente con l’impalcatura teorica della Relatività Generale di Einstein. Il tassello mancante per trasformare l’idea teorica in un modello di motore che può essere effettivamente ingegnerizzato è arrivato, in modo del tutto inatteso, solo nei mesi scorsi, grazie all’analisi di alcuni segnali rivelati dall’antenna gravitazionale Virgo.
L’analisi, realizzata da ricercatrici e ricercatori della collaborazione Virgo delle Università di Noonien in Francia e di Borg nei Paesi Bassi, ha rivelato l’esistenza fenomeni di microgravità, ovvero piccoli smottamenti ‘spontanei’ del tessuto spaziotemporale del nostro Universo, che potrebbero essere utilizzati per sostenere e ‘alimentare’ un motore a curvatura. Grazie al meccanismo, descritto nel brevetto EPGW170817 depositato, sarà quindi possibile sfruttare queste micro-fratture dello spazio come una sorta di scivoli in grado progressivamente di accelerare una sonda – e persino una piccola navicella spaziale – a velocità mai immaginate prima, e potenzialmente superiori a quella della luce.
“Si tratta naturalmente di una scoperta epocale – ha dichiarato la coordinatrice del gruppo di ricerca Una Chin-Riley, dell’Università di Noonien – e siamo orgogliosi e felici che un simile balzo in avanti per l’intera umanità arrivi dalla ricerca sulle onde gravitazionali. Questo campo di ricerca, a lungo considerato puramente speculativo, non solo ha ampliato in modo straordinario la nostra capacità di ascoltare il Cosmo, ma inaugura una nuova epoca dell’esplorazione umana dell’Universo”.

Lo stesso imprenditore aerospaziale statunitense Jack Pesos ha già dichiarato estremo interesse verso il brevetto, anche se una cordata di grandi aziende europee del settore Aerospaziale si sta organizzando per ottenere un accesso prioritario. Considerata inoltre la complessità e la molteplicità di competenze necessarie allo sviluppo di una simile tecnologia, partirà oggi anche una call europea per piccole startup, chiamate a trovare soluzioni ingegneristiche e tecnologiche specifiche in diversi ambiti. Le modalità per accedere alla call saranno pubblicate oggi alle 16 su questa pagina.

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